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GIORNO 4: TAKE IT OR TAKE IT

Non riesco a smettere di pensare al fatto che avrei voluto/dovuto esser felice come Marco quando ho letto il risultato del test.

Avrei voluto avere la stessa espressione della mamma di Seventh Heaven quando scopre di esser incinta per la sesta volta e non di uno ma di ben due esserini.

Avrei voluto correre fuori dal bagno, saltare in braccio a Marco, l’uomo della mia vita, e urlare e piangere di gioia insieme a lui come in un film romantico.

Ma non è andata così. Più che una Cenerentola al “e vissero felici e contenti” mi sono sentita una Genoveffa a cui non entra la scarpetta.

Vorrei poter dire che ho provato sentimenti contrastanti ma no, i miei sentimenti andavano in una direzione ben chiara: sono passata dallo sgomento allo smarrimento, al terrore, alla rabbia per concludere con il più totale abbattimento.

Ho pensato davvero che la mia vita fosse finita, che non avrei mai più potuto viaggiare, che non sarei mai più potuta andare a concerti, che non avrei mai più potuto coltivare i miei hobby, che non avrei più potuto continuare a fare tutto quello che ho sempre fatto…

Mi sono sentita in colpa. Mi sono sentita sbagliata. Ho pensato a quanto fosse ingiusto che questa gravidanza fosse toccata a me, una che fa ancora a gara di cocktail per vedere chi regge di più, che quando litiga sbatte i piedi come una bambina, che non è riuscita ad educare neppure un benedetto gatto, che ne ha viste di cotte e di crude ma che ancora non ha capito un cazzo della vita se non che preferirebbe vestire i panni di una burlesquer anziché quelli di una giurista… sarebbe dovuto accadere a qualcuna più matura, più stabile, più adatta, qualcuna migliore di me.

La verità è che non ho mai sognato di essere mamma, che avevo appena iniziato a prendere in considerazione l’ipotesi di diventarlo verso i 36, 37 o su per giù e che avevo voglia di godermi la mia relazione, mangiando aragoste sulle spiagge di Bali, ballando fino a notte fonda per le strade dell’Havana e bevendo vodka fino a svenire in un taxi moscovita con il mio uomo. Io e lui.

Ci è voluto un po’ (e alcune sedute telefoniche di psicoanalisi con le amiche che avrei tanto, tanto voluto bagnare con un bel po’ di vino – cosa che in maniera assolutamente responsabile non ho fatto -) per realizzare che in realtà questa gravidanza è una cosa bella. Magari non è quello che desideravo, ma è andata così. Take it or take it.

2 pensieri su “GIORNO 4: TAKE IT OR TAKE IT”

  1. Ciao mi sa che portiamo avanti questa avventura insieme, io sono a 11 settimane! Ti dirò che pure io mi sono sentita come te anche se per motivi diversi. Il mio normale ritardo non mi ha preoccupato e mi sono messa a fare esercizi fisici pesanti per stimolare l’arrivo del ciclo!! Poi ho creduto che il test fosse difettoso e non ci ho creduto fino al giorno dopo che ho fatto quello digitale. Poi ho dubitato ancora un po’ finché la nausea è diventata la mia fedele compagna di vita e mi sono rassegnata! Noi lo cercavamo, ma a febbraio per motivi vari non siamo proprio riusciti a provarci! Poi è arrivato il virus e la cassa integrazione e abbiamo detto fermiamoci! Ma ormai dentro di me qualcuno non si era fermato! La paura per la condizione economica instabile ci spaventata, viviamo due adulti e tre gatti in un mini e l’acquisto di una casa verrà ritardato avendo dovuto attingere ai risparmi, quindi sì, sono andata in panico! Ora stiamo cercando di vivere serenamente affrontando un problema alla volta, guardando in positivo e godendonci il momento (soprattutto il seno che finalmente dimostra di esistere🤪). Comunque sono convinta che, anche se limitatamente, godrai di bellissimi e spassosi momenti e vacanze lo stesso! Forse solo con meno alcol 😁
    Ti seguirò volentieri in questa bella avventura!

    Piace a 1 persona

    1. Grazie Belinda!! Ti capisco benissimo, tra virus e fagiolo anche noi siamo abbastanza in difficoltà, però – nonostante tutto e soprattutto nonostante lo shock iniziale! – l’idea che tra poco saremo in 3 ci rende super felici!! Buon percorso e scrivimi quando vuoi, mi fa piacere confrontarmi 🙂

      "Mi piace"

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